Perché Facebook Spegne il Riconoscimento Facciale?

Condividi questa notizia:

Facebook ha annunciato che cancellerà circa un miliardo di “impronte facciali” dal proprio sistema di riconoscimento facciale, di fatto chiudendo un programma che coinvolge tante persone. Sono state citate preoccupazioni circa l’uso stesso della tecnologia.

Meta, compagnia precedentemente nota come Facebook Inc., ha comunicato, martedì 2 novembre 2021, che a partire dalle settimane successive l’azienda non si avvarrà più dell’intelligenza artificiale (IA) per supportare funzioni come l’aggiunta di tag alle fotografie.

Oltre un terzo degli utenti Facebook ha acconsentito all’impiego del software per il riconoscimento del proprio volto. Si tratta di un miliardo di persone e l’imminente chiusura sembra riguardare il maggiore programma di riconoscimento facciale al mondo.

Ma perché Facebook ha deciso di chiudere i sistemi di riconoscimento facciale? Vediamo brevemente in cosa consiste questa tecnologia e, quindi, quali sono le ragioni che hanno spinto Meta e il suo CEO Mark Zuckerberg a fare questa scelta.

COS’È IL RICONOSCIMENTO FACCIALE

La tecnologia di riconoscimento facciale è un tipo di applicazione biometrica usata per identificare i volti delle persone sulla base di grandi quantitativi di dati e algoritmi in grado di analizzarli.

Il riconoscimento facciale, secondo un rapporto del Global Campus – South East Europe, ha tre diversi usi: verifica (corrispondenza tra volto e foto o video), identificazione (individuare una foto all’interno di un database), classificazione (per genere, età, etc.).

La tecnologia viene già ampiamente utilizzata nel settore privato: ad esempio, le piattaforme VITECO per la formazione a distanza verificano che a seguire un corso online sia effettivamente la persona designata e che un’altra non lo stia facendo al posto suo. Questo è un applicativo immediatamente efficace e dalle scarse o nulle implicazioni etiche: chi acconsente a seguire il corso accetta di essere controllato perché, in linea di principio, ha interesse a partecipare alla lezione in prima persona.

Su scala più ampia, tuttavia, sorgono delle criticità che riguardano potenziali violazioni della privacy di intere popolazioni reali, come nel caso delle smart city, o popolazioni digitali (le persone che “abitano” quotidianamente Facebook). Compito dei governi di tutto il mondo e delle entità sovranazionali è stabilire in che misura il bene comune e il guadagno privato debbano essere limitati in favore dell’inviolabilità della persona.

RICONOSCIMENTO FACCIALE: COSA CAMBIERÀ PER FACEBOOK

Per molti anni agli utenti Facebook è stato notificato quando apparivano in foto o video pubblicati da altre persone e suggerito chi taggare nelle foto. Sono queste le principali funzioni che verranno dismesse in seguito alla chiusura del sistema di riconoscimento facciale sul social network.

In un post sul blog, il vicepresidente del dipartimento di intelligenza artificiale dell’azienda, Jerome Pesenti, ha detto che verranno cancellati oltre un miliardo di template di riconoscimento facciale individuale e, di conseguenza, le persone che avevano acconsentito al programma non saranno più riconosciute nelle foto e nei video.

Gli utenti non potranno più attivare il riconoscimento facciale per raccomandazioni sui tag o vedere suggerito il proprio nome per foto o video in cui potrebbero essere presenti. Il social network continuerà a incoraggiare gli utenti a taggare i propri conoscenti manualmente. Le foto già taggate non subiranno alterazioni.

Il cambiamento avrà un impatto anche sulla tecnologia Automatic Alt Text (AAT), che crea automaticamente delle descrizioni delle immagini per le persone cieche o con problemi visivi. Dopo questa modifica, AAT continuerà a funzionare indicando, ad esempio, il numero di persone presenti in una foto, ma le descrizioni non includeranno più i nomi delle persone riconosciute.

Nel post Pesenti ha esaltato l’impiego dell’IA nella facilitazione dell’utilizzo della piattaforma per gli ipovedenti e nell’incremento dell’engagement. Tali benefici, tuttavia, devono essere ancora soppesati in relazione ai crescenti timori sulla tecnologia del riconoscimento facciale.

In un momento in cui i regolatori non hanno ancora emesso delle normative chiare, Facebook ha ritenuto opportuno limitare l’impiego del sistema di riconoscimento facciale ad ambiti specifici che vedremo alla fine dell’articolo.

PERCHÉ FACEBOOK HA CHIUSO IL SISTEMA DI RICONOSCIMENTO FACCIALE

“Ci sono numerose preoccupazioni riguardanti l’impiego della tecnologia di riconoscimento facciale all’interno della società e i regolatori sono ancora nel processo di fornire una normativa chiara per governarne l’uso” ha detto Pesenti. Facebook, come altre grandi aziende, nel corso degli anni ha affrontato cause legali e controversie relative all’impiego del riconoscimento facciale. La mossa fa supporre che i governi potrebbero adottare un’ulteriore stretta.

LE CONTROVERSIE DI FACEBOOK SUL RICONOSCIMENTO FACCIALE

Nel 2020 Facebook ha pagato 650 milioni di dollari per risolvere una causa nata in seguito a una class action portata avanti da utenti statunitensi secondo cui il social network aveva creato e conservato scansioni dei loro volti senza consenso.

Resistenze ai sistemi di riconoscimento facciale della piattaforma erano state espresse già dal 2010 in poi da parte dell’Antitrust USA, mentre nel 2012 un’applicazione Facebook che intendeva introdurre la tecnologia in Unione Europea era stata bloccata perché non erano state prese le dovute precauzioni relative al consenso degli utenti.

Nel corso dell’ultima settimana di ottobre 2021, Facebook si è rinominata Meta in favore di un focus sul “metaverso”, in cui le persone possono condurre le proprie vite sociali o professionali attraverso delle rappresentazioni digitali di sé stesse, i cosiddetti avatar.

Meta è proprietaria anche del social network di condivisione immagini Instagram e del servizio di messaggistica istantanea WhatsApp, con circa 2,8 miliardi di persone che usano le sue piattaforme.

Il rebranding è stato scosso dalle rivelazioni della whistleblower Frances Haugen che ha rilasciato decine di migliaia di documenti interni che hanno gettato luce sul fallimento di Facebook nella protezione degli utenti e nel contenimento della disinformazione sulla propria piattaforma.

È LA FINE PER IL RICONOSCIMENTO FACCIALE DI FACEBOOK?

Facebook ha detto che continuerà a credere nell’utilità della tecnologia del riconoscimento facciale ma, per il momento, verrà relegata ad ambiti molto specifici e soprattutto privati.

“Il riconoscimento facciale può essere particolarmente utile quando la tecnologia opera privatamente sui dispositivi personali dell’utente” ha detto Pesenti. Metodi di riconoscimento dei volti on-device che non richiedono comunicazione con server esterni sono oggi ampiamente utilizzati dai sistemi operativi, ad esempio, per sbloccare gli smartphone.

“Per ogni potenziale futura applicazione, continueremo a essere trasparenti su come intendiamo utilizzarla, come le persone possono avere il controllo di questi sistemi e dei loro dati personali, e come ci assicureremo che la tecnologia sia all’altezza del nostro quadro di informazione responsabile” ha concluso il portavoce di Facebook.

Cerchi partner per progetti ICT? Chiedi a PMF Research compilando il contact form
Articoli correlati