RICONOSCIMENTO FACCIALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Il riconoscimento facciale e l’intelligenza artificiale collaborano per creare una tecnica di sicurezza oggi sempre più diffusa in molti settori e perfino nella nostra vita quotidiana. Ma come funziona il riconoscimento facciale che sfrutta l’AI e quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

COS’É IL RICONOSCIMENTO FACCIALE?

Oggi conosciamo bene lo stretto rapporto che intercorre tra il riconoscimento facciale e l’intelligenza artificiale. Il riconoscimento facciale, sicuramente tra le invenzioni tecnologiche più innovative e rivoluzionarie del nostro tempo, è una tecnica biometrica che serve a identificare in modo univoco una persona sulla base dei suoi contorni facciali.

Tra le tecniche di riconoscimento facciale più diffuse esistono il riconoscimento facciale generalizzato e il riconoscimento facciale regionale adattativo, che funzionano in base ai diversi punti nodali di un volto umano e aiutano nell’identificazione della persona.

L’intelligenza artificiale aiuta il riconoscimento facciale poiché è una forma di intelligenza tipica di un sistema intelligente, il quale viene realizzato cercando di ricreare un’intelligenza “umana”, ma soprattutto quell’intelligenza che appartiene alle macchine.

Come funziona un software di riconoscimento facciale e quali sono le sue tecnologie

Generalmente i software di riconoscimento facciale si basano su immagini 2D non di qualità, ovvero immagini piatte del viso che non forniscono caratteristiche di identificazione valide. Servendosi di un’immagine 2D, un dispositivo non è in grado di riconoscere la lunghezza del naso o la prominenza della fronte, ma si basa sulla luminosità. Infatti, il riconoscimento facciale è inaffidabile in condizioni di scarsa illuminazione.

Il riconoscimento facciale 3D

La tecnologia 3D può risolvere il problema. Il riconoscimento facciale 3D si ottiene attraverso una tecnica chiamata “lidar”. I dispositivi di scansione del viso proiettano un impulso laser sul viso, che viene ripreso da una fotocamera IR presente nel dispositivo. In questo modo lo strumento calcola quanto tempo impiega la luce IR a rimbalzare dal viso al dispositivo.

Esso utilizza queste informazioni per creare una mappa di profondità unica dell’intero viso, per aumentare la precisione del software e diminuire la possibilità errore.

La termocamera per il riconoscimento facciale

Inoltre, utilizzando una termocamera che non emette luce IR ma rileva quella emessa dagli oggetti, è possibile rilevare anche sottili differenze di temperatura. Ci sono diversi modi per identificare un volto mediante la termocamera, ma si tratta di tecniche incredibilmente complicate. Vediamo insieme perché:

Tutti i tipi di riconoscimento facciale sul mercato

Cerchiamo di capire come funziona il riconoscimento facciale, e anche le tante app per il riconoscimento facciale oggi presenti sul mercato, con le tre applicazioni sotto elencate:

I PROBLEMI CON IL RICONOSCIMENTO FACCIALE

L’Australia è il paese che più di tutti fa uso massivo del riconoscimento facciale. A partire dalla foto scattata per l’ottenimento della patente di guida o per il rilascio/rinnovo del passaporto. Un disegno di legge federale permette alle agenzie governative e alle imprese private di utilizzare i documenti caricati nel database nazionale per il riconoscimento facciale. Una misura del genere dovrebbe diminuire i furti d’identità.

Dall’altra parte, chi ottiene il passaporto firma un modulo per autorizzare l’utilizzo delle foto ai fini della corrispondenza biometrica. Per i “sostenitori della privacy” i benefici di questo sistema non giustificano l’intrusione nella vita privata delle persone. Il metodo altamente invasivo per la raccolta dati del viso include anche la videosorveglianza.

IL GDPR PER IL RICONOSCIMENTO FACCIALE

Il GDPR è l’insieme di norme per la regolamentazione dell’uso del riconoscimento facciale e della biometria massiva. Ecco gli articoli relativi ad esso:

Per trattare legalmente i dati biometrici è necessario utilizzare una delle basi giuridiche previste dall’Art. 9.2, ovvero il consenso esplicito dell’interessato.

Il consenso per il trattamento dei dati personali

Il consenso esplicito per il trattamento dei dati personali è richiesto in talune circostanze nelle quali emergono gravi rischi per la protezione dei dati, come nel caso del riconoscimento facciale. Per l’ottenimento del consenso serve una dichiarazione inequivocabile esplicita dell’interessato, magari in forma di dichiarazione scritta firmata dall’interessato.

Nel contesto dell’online, l’interessato può dare il consenso tramite un modulo elettronico via e-mail oppure utilizzando una firma elettronica. Ovviamente, l’interessato può di diritto revocare il proprio consenso in qualsiasi momento, senza pregiudicare la validità del consenso prima della revoca.

La Valutazione di Impatto

La Valutazione di Impatto è fondamentale per ridurre al minimo il rischio della diffusione dei dati personali nel riconoscimento facciale. Essa è un’autonoma valutazione del Titolare del trattamento per analizzare la necessità e i rischi del trattamento stesso. È richiesta obbligatoriamente in questi casi:

Per determinare se un trattamento è svolto su larga scala si deve far riferimento al numero degli interessati, al volume e alla tipologia di dati, alla durata e all’ambito geografico dell’attività di trattamento.

La Valutazione di Impatto deve contenere i seguenti documenti:

Come garantire la sicurezza dei dati personali

Per proteggere i dati nell’online e nel digitale si provvede a renderli del tutto anonimi, ad esempio rimuovendo il nominativo prima che vengano registrati in un database. Il software di anonimizzazione dei dati crea un alto livello di sicurezza, ma in alternativa esiste la pseudonimizzazione. Si tratta di una tecnica che impedisce a dati di essere attribuiti a una persona specifica senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive, conservate separatamente e soggette a misure tecniche di garanzia.

Tra le misure adottate dal GDPR ci sono:

Privacy e riconoscimento facciale

L’autorità privacy svedese ha sanzionato una scuola superiore per aver implementato uno dei più originali sistemi per il riconoscimento biometrico usandolo per registrare le presenze degli studenti con tecnologia di riconoscimento facciale. Tramite telecamere intelligenti veniva catturata e registrata la presenza degli studenti, per automatizzare le operazioni giornaliere e risparmiare i canonici 10 minuti, oltre che circa 18k l’anno.

I dati biometrici sono stati catturati dalle telecamere sotto forma di fotografie dei volti degli studenti e memorizzati in un computer senza connessione internet. Il consenso esplicito è stato raccolto dai legali rappresentanti degli studenti, ma ciò nonostante non è stata effettuata nessuna DPIA né una consultazione. Motivi per cui, secondo l’autorità privacy di Stoccolma, la scuola ha violato alcuni articoli del GDPR.

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